CASTAGNO MARRON-BUONO DI MARRADI

CASTAGNO MARRON-BUONO DI MARRADI

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CASTAGNO MARRON-BUONO DI MARRADI

14,00

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14,00

Descrizione

Caratteristiche: Il Marrone di Marradi, detto anche “Marron buono”, è una pianta longeva, se lasciata libera di crescere può diventare alta fino a 25 metri, a volte con tronchi di circonferenza imponente. La chioma è espansa e molto ramificata, le foglie sono caduche, di forma ellittico – allungata, a margine seghettato, quasi coriacee, di colore verde intenso, lucide, più chiare nella parte inferiore. La messa a frutto è tardiva. La coltura del castagno è capace di valorizzare terreni agronomicamente marginali, non disponibili per altro conveniente utilizzo, ma il Centro Studi Castagno sta valutando nuove ed innovative tecniche di allevamento e produzione per un rilancio della coltura. Oltre al frutto il castagno produce anche un legno pregiato molto richiesto ed apprezzato. Il Marrone di Marradi produce frutti di pezzatura media, dalla forma ellittica allungata, con sottile buccia color mogano dalle striature di colore scuro che corrispondono a rilievi della buccia avvertibili al tatto. La buccia ricopre una pellicola non penetrante nella polpa del seme e di facile asportazione. La polpa è molto ricca di amido, molto saporita (tanto da essere definito “Marron buono”) e mantiene  la  consistenza anche in seguito a cottura.

Epoca di fioritura: Giugno – Luglio

Impollinazione: Autosterile, i fiori maschili non sono fertili si impollina con Bouche de Betizac”. Si consiglia di non superare i 10 – 15 m di distanza fra l’impollinatore ed il castagno da impollinare

Epoca di raccolta: I° decade di Ottobre

Utilizzo del frutto: Trasformazione (farine), cottura.

Sesto d’impianto: 8 m x 8 m (in generale per Marroni e Castagne Europee)

Origine: Italia (Marradi)

Formato disponibile

La pianta di castagne Marron buono di Marradi è disponibile nel formato:

  • Pianta di due anni a radice nuda

Le piante a radice nuda sono le piante acquistate dagli agricoltori professionisti perché  hanno una ramificazione meglio strutturata adatta ad ottenere la struttura di allevamento scelta dall’agricoltore.

Il castagno entra in piena produzione a partire dal 3-4 anno dopo la messa a dimora.

Noi dei Vivai Dalmonte abbiamo scelto di proporre al grande pubblico le piante a radice nuda perché:

  • la nostra missione è avvicinare tutti al mondo della frutticultura professionale diffondendo il nostro sapere acquisito in oltre 100 anni di lavoro
  • Hanno un prezzo competitivo rispetto alle piante in vaso e minor costo trasporto
  • La pianta sopporta meglio il trapianto

Caratteristiche del castagno

Il castagno è caratterizzato da un fusto tozzo di colore verde e una chioma ben sviluppata e fitta; la pianta di castagno può raggiunge in condizioni naturali altezze che vanno dai 25 ai 30 metri. Le foglie hanno forma ellittica e colore verde, inizialmente ricoperte da peluria in età giovane, lasciando poi spazio ad un tono più lucido.

I frutti del castagno, sono le castagne, sono racchiusi in ricci pungenti che ospitano da uno a tre castagne ciascuno. La produzione può variare di anno in anno, sia in quantità che in grandezza dei frutti. Per questo a scopi produttivi spesso si coltivano i marroni che differiscono dalle castagne per la dimensione del frutto e perchè all’interno del riccio cresce una sola castagna.

I castagni sono alberi monoici, ovvero sullo stesso albero sbocciano sia i fiori maschili, sia i fiori femminili la cui impollinazione è affidata al vento.

Il periodo migliore per trapiantare il castagno è a fine inverno (febbraio), quando non è troppo freddo si può piantare anche a novembre. I castagni sono alberi poco esigenti, che si sviluppano anche su terreni poveri, purché si tratti di suoli neutri, o leggermente acidi, e non argillosi. Non amano i terreni troppo umidi o compatti, ma contemporaneamente non sopportano la siccità prolungata, durante i mesi estivi. Nelle zone con clima molto caldo, in genere i castagneti si trovano in zone collinari o montuose, dove durante l’estate le temperature tendono a non divenire torride.

Clima adatto al castagno

L’albero delle castagne non ama le alte temperature, ma ama il sole: l’esposizione migliore è verso Nord. Ciò riduce il rischio di  sbalzi termici repentini dannosi per la sua crescita e per la produzione dei frutti.

Il castagno predilige climi freschi, collinari o montuosoi e si avvantaggia della vicinanza con altri castagniper questo motivo spesso gli alberi di castagno creano vere e proprie foreste. Questa pianta sopporta temperature anche molto basse, fino a -20°; ciononostante è sconsigliato avviare una piantagione a queste temperature, poiché l’albero farebbe più fatica a produrre frutti.

Coltivazione in vaso

Considerata la naturale tendenza della pianta a sviluppare grandi dimensioni, la coltivazione in vaso del castagno è sconsigliata.

Coltivazione in campo

Il castagno si pianta in campo con una distanza variabile a seconda della forma di allevamento e della densità di impianto scelta. In genere le distanze tra le piante  dovrebbero essere dai 6 ai  7metri.

Per la piantumazione bisogna fare una buca profonda almeno 60/70 cm e larga almeno 80/100 cm avendo cura di eliminare i sassi e le radici delle altre piante. Infondo alla buca è consigliabile aggiungere un po di terriccio (circa  1/3 terra franca e 2/3 di terriccio professionale).

Prima di sistemare la tua nuova pianta nella sua nuova dimora si consiglia di immergere qualche minuto  le radici  in un secchio d’acqua misto terra in modo da idratarle. Si consiglia di  allentare un po’ le radici in modo che possano svilupparsi più facilmente.

Il castagno va’ piantato con il colletto al livello del suolo (il colletto corrisponde alla zona del tronco che emerge al di sopra della zolla di terra). Una volta posizionata la pianta bisogna comprimere la terra al piede dell’arbusto formando una conca e poi innaffiare il terreno abbondantemente (10/15 litri d’acqua).  Così ci si assicura una buona coesione tra le radici dell’arbusto e la terra.

 

Potatura & forme di allevamento

Il castagno non ha particolari necessità di potatura una volta effettuata correttamente la potatura di allevamento.

Il primo intervento di potatura di allevamento consiste nel piantare un palo di sostegno lungo tre metri. Un metro verrà interrato e la parte rimente verrà usata per legare la pianta, per permettere al fusto di crescere correttamente. In questa fase l’astone deve essere cimato ad un altezza di circa 120 cm.

L’anno successivo, si eliminano i polloni basali e si sceglie una gemma verticale dell’astone principale per continuare lo sviluppo del fusto. Quando il fusto principale è completamente sviluppato si rimuovono le ramificazioni esterne che raggiungono un’altezza di 3 metri circa, così da evitare l’abbassamento dei rami e l’appesantimento della chioma.

La potatura di produzione si deve effettuare ogni anno per i castagneti intensivi mentre nei castagneti amatoriali basteranno alcune semplici accortezze, qualora non si decida di lasciare crescere la pianta liberamente.

Bisogna avere cura di arieggiare la chioma e favorire l’ingresso dei raggi solari;  Si eliminano anche i rami secchi e quelli non produttivi. Si accorciano i rami più vecchi con tagli di ritorno che favoriscono l’emissione i nuovi germogli. Si devono poi eliminare i polloni con un taglio raso alla base del tronco.

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