CACHI ROJO BRILLANTE

CACHI ROJO BRILLANTE

Foto di frutti cachi rojo_brillante

CACHI ROJO BRILLANTE

8,00

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8,00

Descrizione

Caratteristiche: Kaki “Rojo brillante” appartiene alle cultivar classificate Costanti alla Fecondazione Astringenti (CFA). Adatta ad ambienti dell’Italia centro – meridionale e meridionale, “Rojo Brillante” è un albero rustico, longevo, di vigoria notevole, con produzione elevata e costante. Le foglie sono ovali, lucide, di colore verde scuro. Kaki “Rojo brillante” ha una fioritura elevata con fiori solamente femminili. Kaki “Rojo brillante” è una cultivar (CFA), ossia con frutti astringenti indipendentemente dalla presenza di semi. Presenta frutti molto grossi, di forma conico allungata. La buccia, che risulta facilmente asportabile, è di colore rosso – arancio alla raccolta e rosso alla maturazione fisiologica. Nei frutti di questa cultivar la polpa non subisce alcun cambiamento di colore e rimane chiara sia nei frutti partenocarpici (apireni) che in quelli fecondati

Epoca di fioritura: Intermedia (i fiori sono solo femminili)

Colore fioritura: Bianco o giallastro

Epoca di raccolta: II° – III° decade di Novembre (+12 Kaki Tipo)

Utilizzo del frutto: Consumo dopo ammezzimento (buona attitudine sia alla frigoconservazione che all’essicazione)

Editore: libero da vincoli

Formato disponibile

La pianta di cachi Rojo Brillanteè disponibile nel formato:

  • Piante di due anni a radice nuda

Le piante a radice nuda sono le piante acquistate dagli agricoltori professionisti perché hanno una ramificazione meglio strutturata adatta ad ottenere la struttura di allevamento scelta dall’agricoltore con il vantaggio di un sicuro attecchimento e un sviluppo radicale equilibrato.

Il kaki fruttifica a partire dal terzo anno dal trapianto.

Noi dei Vivai Dalmonte abbiamo scelto di proporre al grande pubblico le piante a radice nuda perché:

  • La nostra missione è avvicinare tutti al mondo della frutticultura professionale condividendo quello che abbiamo imparato in oltre 100 anni di lavoro.
  • Hanno un prezzo competitivo rispetto alle piante in vaso e minor costo trasporto
  • La pianta sopporta meglio il trapianto.

 

Caratteristiche del cachi

Il kaki è una pianta molto rustica con crescita particolarmente lenta ma costante. Questa pianta può raggiungere altezze oltre i 15 metri con una chioma globosa che arriva ad una espansione massima di 10 metri. Si adatta bene a qualsiasi tipo di terreno che sia ben drenato e con uno scarso contenuto di boro e di sodio
La zona di coltivazione deve essere riparata da forti raffiche di vento, il peso di frutti spesso piega molto i rami, forti venti quindi potrebbero danneggiare gravemente i rami.

 

Clima adatto al kaki

Il cachi è una pianta rustica che non necessita particolari accortezze per la sua coltivazione. Si adatta a tutti i climi e resiste alle temperature più basse (-15 °C ), però soffre in caso di gelate nel periodo della fioritura (aprile). E’ buona pratica scegliere terreni ben esposti al sole, soprattutto nelle regioni più settentrionali.

 

 

Coltivazione in vaso

E’ sconsigliabile coltivare il kaki in vaso a causa del suo vasto apparato radicale e la grande dimensione della pianta adulta. E’ comunque possibile crescere questa pianta nel proprio terrazzo ma il raccolto non sarà molto soddisfacente e gli interventi di potatura dovranno essere molto attenti e rigorosi.

 

Coltivazione in campo

Il cachi si pianta in campo con una distanza variabile a seconda della forma di allevamento e della densità di impianto scelta.

Per la piantumazione bisogna fare una buca profonda almeno 60/70 cm e larga almeno 80/100 cm avendo cura di eliminare i sassi e le radici delle altre piante. Infondo alla buca è consigliabile aggiungere un po di terriccio (circa 1/3 terra franca e 2/3 di terriccio professionale). Si può anche aggiungere una palata circa di letame ben maturo.

Prima di sistemare la tua pianta nella sua nuova dimora si consiglia di immergere qualche minuto le radici in un secchio d’acqua e fango in modo da idratarle. Si consiglia poi di allentare un po’ le radici assicurandosi che siano ben distribuite e avendo cura di non romperle. In questo modo possano svilupparsi più facilmente.

Il cachi va’ piantato con il colletto al livello del suolo (il colletto corrisponde alla zona del tronco che emerge al di sopra della zolla di terra).

 

Allevamento & Potatura

Il kaki è una pianta che non ha bisogno di grandi interventi di potatura e può essere lasciata crescere liberamente. Se invece si vuole allevare il cachi in maniera professionale ecco alcuni accorgimenti.

Potatura di formazione: la pianta ha un grado di accrescimento molto lento, quindi gli interventi di potatura di formazione dureranno per circa 5-7 anni prima di raggiungere la forma completa.

Vediamo le forme di allevamento più diffuse:

  • Vaso libero: il tronco principale ha altezza di un metro da questo partono tre branche principali inclinate. Con questa forma la larghezza della chioma arriva ai 6/8 metri e l’ altezza ai 4/5 metri. I sesti di impianto, saranno di 4-6 metri tra le piante e 7-8 metri tra i filari. Per ottenere questa forma verso marzo-aprile del primo anno bisogna cimare il tronco principale ad un altezza di 120cm, eliminando i rami al disotto delle ramificazioni candidate a diventare le principali. A maggio si selezionano tre germogli che andranno a formare l’impalcatura della chioma. Questi dovranno avere una distanza tra loro di circa 120 gradi. Se i germogli non dovessero presentare una curvatura perfetta è possibile, (a ottobre quando i germogli avranno lunghezza di almeno 10-20cm), praticare legature con spago e paletti ancorati al terreno per assicurare la distanza desiderata. Inoltre questi germogli dovranno avere anche un inclinazione di circa 60 gradi rispetto al tronco. Nel secondo anno prima della germogliazione delle gemme si effettua un altra cimatura del tronco portandolo alla stessa altezza dell’attaccatura dell’ultima branca. Negli anni successivi si dovrà dare libera cresciuta alle ramificazioni, eliminando soltanto quelle che crescono intricate.
  • Palmetta: compatibile con la raccolta meccanizzata e di più facile manutenzione. Questa forma prevede tre palchi con branche inclinate a 60 gradi. I sesti di impianto richiedono una distanza tra le piante di 5-5,5 m e 6 m tra i filari.La prima operazione da fare (prima dell’apertura delle gemme a fine inverno) consiste nel tagliare l’astone principale a circa 120-130cm da terra. Successivamente si scelgono tre germogli. Il primo sarà destinato al prolungamento del tronco, gli altri due dovranno essere opposti (uno a destra e uno a sinistra) e sfasati di almeno 10 cm. Questi germogli una volta formati dovranno avere anche un inclinazione di almeno 60 gradi che si può ottenere usando spaghi o meglio ancora delle canne abbastanza lunghe 3-3,5 metri ancorate al terreno. Nel secondo anno, sempre prima della ripresa delle gemme, si taglierà il fusto principale a circa un metro dalla prima impalcatura. I germogli che si svilupperanno sotto al punto di taglio formeranno la seconda impalcatura. Le ramificazioni laterali con una lunghezza inferiore ad un metro andranno ridotte di qualche decimetro per permettere lo sviluppo di ulteriore vegetazione. Nei due anni successivi si ripeteranno le stesse procedure per formare la terza e la quarta impalcatura. Si accorceranno le ramificazioni meno sviluppate (meno di un metro di lunghezza) per favorire la crescita di ulteriore vegetazione sulle ultime impalcature. Le ramificazioni più vigorose dovranno essere lasciate intatte.
  • Piramide: tronco alto circa 120cm su cui si sviluppano a tre o quattro rami principali equamente distanziati che formeranno l’impalcatura iniziale. Le altre impalcature vanno allevate negli anni successivi con modalità simili a quelle utilizzate per la palmetta.

La potatura di produzione del kaki inizia quando la pianta ha una forma ben definita (in genere dopo il 5-6 anno). Le potature di mantenimento consistono nell’ eliminare le ramificazioni che hanno prodotto i frutti tramite alcuni tagli di ritorno. Inoltre bisogna sfoltire la chioma quando avrà troppe ramificazioni per massimizzare il passaggio della luce. Per mantenere l’altezza della chioma si cimano gli speroni per stimolare la produzione di gemme a fiore. Ciò favorirà la naturale piegatura di queste ramificazioni tramite il peso dovuto al carico dei frutti.

Ulteriori interventi di potatura di mantenimento consistono nell’eliminare i rami vigorosi in soprannumero (solo quelli che hanno fruttificato). Le ramificazioni robuste rimaste devono essere accorciate a pochi centimetri conservando alcune gemme per favorire l’emissione di ricacci. Non fare questi tagli sulle ramificazioni più esterne delle branche per non allargare troppo la chioma.

Da evitare la formazione dei frutti sui rami troppo lunghi per non scosciare le ramificazioni per il troppo peso. Per evitare questo inconveniente è meglio accorciarli ad una lunghezza di 40cm.

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