MORE

Descrizione

Caratteristiche:MertonThornfree è una cultivar molto vigorosa ed estremamente produttiva. Merton Thornfree è considerata adatta anche per il centro – sud Italia per la sua maggiore resistenza alla siccità, ma ha necessità di un certo numero di ore di freddo invernale per fruttificare regolarmente. hornfree presenta frutti grandi e grossi (anche fino ad 8 g) di forma allungata e colore nero. La polpa è colore nerastra, succosa, acidula e aromatica, dal sapore gradevole.

Impollinazione: Autofertile

Epoca di raccolta: I° decade Agosto – III° decade Settembre

Utilizzo del frutto: Consumo fresco, conserve (marmellate, sciroppi)

Sesto d’impianto: distanze di m. 1,80 lungo la fila / m. 3,00 tra le file

Origine: U.S.A.

Formato disponibile

La pianta di more Hull thornless è disponibile nel formato:

  • Pianta di due anni a radice nuda

Le piante a radice nuda sono le piante acquistate dagli agricoltori professionisti perché hanno una ramificazione meglio strutturata adatta ad ottenere la struttura di allevamento scelta dall’agricoltore.

Noi dei Vivai Dalmonte abbiamo scelto di proporre al grande pubblico le piante a radice nuda perché:

  • la nostra missione è avvicinare tutti al mondo della frutticultura professionale diffondendo il nostro sapere acquisito in oltre 100 anni di lavoro
  • Hanno un prezzo competitivo rispetto alle piante in vaso e minor costo trasporto
  • La pianta sopporta meglio il trapianto.

Il rovo inizierà a dare raccolti al secondo di allevamento.

Caratteristiche del rovo

 

La pianta delle more è chiamata rovo, tra tutte le piante da frutto è una delle coltivazioni più semplici. Infatti il rovo è una pianta infestante non molto esigente in fatto di terreno e ben resistente tanto al gelo quanto al caldo.

Il frutto della rovo è chiamato mora, ha una colorazione tra il viola e il nero ed è costituito da piccole drupe, ognuna delle quali contiene un seme. Esiste anche un altro albero che produce more, molto simili a quelle del rovo, il gelso, che può essere bianco o nero, ma non ha alcuna parentela botanica con il rovo.

 

Clima adatto al rovo

Il rovo resiste abbastanza bene al freddo e può essere coltivato anche in montagna. Questa pianta è coltivata principalmente Trentino e Piemonte, oltre che in Emilia Romagna. Rispetto ad altri frutti di bosco la mora predilige un ottima esposizione al sole, questo fa si che i frutti siano più zuccherini e gradevoli. Se possibile si consiglia di proteggere il rovo dal vento perchè può seccare le piante e spezzarne i tralci.

Il rovo non ha particolari esigenze sul tipo di terreno, questi arbusti infatti crescono quasi dappertutto anchè se per sfruttare appieno il potenziale di questa pianta si debbono prediligere terreni sciolti e leggermente acidi con una buona presenza di sostanza organica. Meglio ancora se il terreno ha una buona capacità di trattenere l’umido, evitando però i ristagni idrici.

Coltivazione in vaso

Se si decide di coltivare il rovo in vaso bisogna rinvasare la pianta in un contenitore di almeno 40-50 cm di diametro. Prima di trasferire la pianta nella sua nuova dimora, consigliamo di mettere sul fondo del nuovo vaso uno strato di argilla espansa di circa 2-3 cm. Questo permetterà di evitare ristagni idrici (troppa acqua perennemente a contatto con le radici: può provocare marciumi delle stesse e causare seri problemi alla pianta).

Una volta eseguita questa operazione, il vaso va poi riempito con del terriccio , molto meglio se leggermente acido, dopodiché sarà sufficiente scavare un buco al centro del nuovo vaso che contenga comodamente l’intero apparato radicale.

Fatto ciò bisogna ricoprire tutto con ulteriore terriccio avendo cura di lasciare la pianta alla stessa altezza di quando era nel vaso precedente (quello più piccolo). Come ultima azione si consiglia di bagnare abbondantemente (circa 15 litri) il vostro nuovo rovo per fare aderire bene le radici al resto del terreno.

 

Coltivazione in campo

Il rovo si pianta in campo con una distanza 1,80 lungo la fila / m. 3,00 tra le file

Per la piantumazione bisogna fare una buca profonda almeno 25 cm, e larga almeno 50 cm. Infondo alla buca è consigliabile aggiungere un po di terriccio (circa 1/3 terra franca e 2/3 di terriccio professionale). Si può anche aggiungere una palata circa di letame ben maturo.

Sarà quindi necessario predisporre una rete di fili per sostenere rami (durante il periodo di fruttificazione si appesantiranno). Si consigliano pali di legno di circa 5-6 cm di diametro e altezza circa due metri fuori dal terreno (250 cm in totale). Il sistema di sostegno può essere semplicemente una maglia di fil di ferro agganciata ai pali o ancora 2 o 3 fili disposti orizzontalmente ad una distanza di circa 70 cm su cui agganciare i rami.

Prima di sistemare la tua nuova pianta nella sua nuova dimora si consiglia di immergere qualche secondo le radici in un secchio d’acqua e fango in modo da idratarle. Si consiglia poi di allentare un po’ le radici assicurandosi che siano ben distribuite e avendo cura di non romperle. In questo modo possano svilupparsi più facilmente.

Il rovo va’ piantato con il colletto al livello del suolo (il colletto corrisponde alla zona del tronco che emerge al di sopra della zolla di terra).

 

Potatura

Potatura di allevamento: Il primo intervento di potatura sul rovo si effettua a marzo. Si devono accorciare i tralci ( rami con foglie che daranno origine ai frutti) ad una lunghezza di 30 cm da terra. Così si provocherà l’emissione di nuovi germogli dalla ceppaia (l’insieme dell’apparato radicale e della prima parte dei fusti) che dovranno essere lasciati crescere liberamente. Durante il secondo anno dalla messa dimora , in marzo o a inizio aprile a seconda delle temperature, si procederà alla separazione dei tralci che dovranno essere distanziati tra loro di almeno 30 gradi formando una specie di ventaglio . Si procederà poi a legare le piante a circa 60-70 cm di altezza tagliando i tralci a circa 10 cm sopra il punto di legatura.

Potatura di produzione: Bisogna eliminare le ramificazioni che hanno prodotto durante l’anno tagliando al loro punto di origine. Si consiglia di effettuare questi tagli appena terminata la raccolta. Se non fosse possibile questa pratica può essere eseguita la primavera successiva. Dopodiché si scelgono quattro o cinque tralci sani e vigorosi, gli altri andranno eliminati alla base. I tralci scelti dovranno essere legati a circa un metro da terra e cimati 10 cm sopra il punto di legatura. La stessa operazione va ripetuta nel quarto anno e nei successivi anni di crescita della pianta mantenendo sempre la vegetazione sana.

 

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