GIUGGIOLO

GIUGGIOLO

GIUGGIOLO

16,00

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Descrizione

Caratteristiche: Il Giuggiolo è un albero alto 6 – 7 metri. La corteccia delle branche è rugosa, di colore rosso bruno. Le foglie sono caduche, piccole, alterne, di forma ovata, presentano stipole spinose e pagina ondulata. I fiori sono di piccola dimensione. Il Giuggiolo è in grado di adattarsi a vari tipi di terreno, resiste a situazioni di forte aridità grazie ad un apparato radicale molto sviluppato in profondità, predilige suoli leggeri, non umidi, neutri o sub – alcalini. Il Giuggiolo veniva usato in passato, per costituire siepi e delimitare i confini, attualmente è utilizzato principalmente come pianta ornamentale. I frutti del Giuggiolo presentano maturazione scalare, possono essere raccolti quando non ancora maturi (ossia quando la buccia presenta un colore verde uniforme) oppure più tardi, quando la buccia assume una colorazione tendente al marrone rossastro o ancora oltre quando la superficie si fa rugosa. La polpa della Giuggiola presenta colore verde tenue ed è soda, compatta, dal sapore acidulo gradevole che, all’inizio, ricorda quello della mela poi con la maturazione diviene via via più dolce fino ad assomigliare a quello di un dattero. Il frutto contiene un nocciolo simile a quello di un’oliva.

Epoca di fioritura: Giugno

Impollinazione: Autofertile

Epoca di raccolta: Fine Settembre – Ottobre

Utilizzo del frutto: Consumo fresco (le giuggiole si consumano sia fresche, appena colte dall’albero, sia quando sono leggermente raggrinzite), trasformazione (marmellate, confetture, grappe e, nella zona dei Colli Euganei, il tipico “Brodo di Giuggiole“)

Editore: Libero da vincoli

Formato disponibile

La pianta di giuggiole è disponibile nel formato:

  • Pianta di due anni a radice nuda
  • Pianta di 2 anni  in vaso

Le piante a radice nuda sono le piante acquistate dagli agricoltori professionisti perché  hanno una ramificazione meglio strutturata adatta ad ottenere la struttura di allevamento scelta dall’agricoltore.

Il giuggiolo entra in piena produzione a partire dal 2-3 anno dopo la messa a dimora.

Noi dei Vivai Dalmonte abbiamo scelto di proporre al grande pubblico le piante a radice nuda perché:

  • la nostra missione è avvicinare tutti al mondo della frutticultura professionale diffondendo il nostro sapere acquisito in oltre 100 anni di lavoro
  • Hanno un prezzo competitivo rispetto alle piante in vaso e minor costo trasporto
  • La pianta sopporta meglio il trapianto

Caratteristiche del giuggiolo

Il giuggiolo è un albero di origine antichissima, di cui esistono reperti fossili risalenti a 24 milioni di anni fa. Questa pianta è bella da vedere, resistente alla siccità e particolarmente adatto ai terreni poveri. Il giuggiolo in Italia è stato coltivata principalmente con fini ornamentali, anche se alcuni agricoltori stanno sperimentando una produzione più professionale sopratutto in quelle regioni dove questa pianta ha una storia più radicata.

Il giuggiolo ha radici molto vigorose e capaci di cercare l’acqua in profondità nel terreno. La pianta ha grande capacità pollonifera che le permette se non controllata, di invadere lo spazio circostante.

Il periodo migliore per trapiantare il giuggiolo è a fine inverno (febbraio), quando non è troppo freddo si può piantare anche a novembre. Il terreno ideale per la crescita del giuggiolo è profondo, ben drenato e di medio impasto. Questa pianta è capace di valorizzare i terreni poco fertili, ladando comunque buone produzioni. Sono da evitare terreni fortemente alcalini troppo argillosi e compatti, per evitare il rischio di asfissia radicale.

 

Clima adatto al giuggiolo

Il giuggiolo ama i climi temperato-caldi, con estati lunghe. In inverno resiste fino a -15°C e ha grande resistenza al vento, infatti in alcune regioni, sopratutto nel sud-est asiatico, il giuggiolo viene usato come barriera frangivento con lo scopo di proteggere  le altre culture.

Coltivazione in vaso

Considerata la naturale tendenza della pianta a sviluppare un importante apparato radicale, la coltivazione in vaso è possibile a patto di garantirle un buon volume di terra. Prima di trasferire il vostro giuggiolo nella sua nuova dimora, consigliamo di mettere sul fondo del nuovo e più ampio vaso uno strato di argilla espansa di circa 2-3 cm. Questo permetterà di evitare il rischio di ristagni idrici (troppa acqua perennemente a contatto con le radici fa marcire le stesse e può causare seri problemi alla pianta). Una volta eseguita questa operazione, il vaso va poi riempito con del terriccio. Dopodiché si scava un buco al centro del nuovo vaso per inserire comodamente l’intero apparato radicale. Fatto ciò bisogna ricoprire tutto con ulteriore terriccio avendo cura di lasciare la pianta alla stessa altezza di quando era nel vaso precedente (quello più piccolo). L’ ultimo passo consiste nell’innaffiare abbondantemente la vostra nuova pianta di mele per fare in modo che il terreno si stabilizzi attecchendo alle radici.

Inoltre, per preservare la fertilità del terreno e garantirsi una buona fruttificazione, si consiglia di aggiungere del concime organico ogni due anni.

Coltivazione in campo

Il giuggiolo si pianta in campo con una distanza variabile a seconda della forma di allevamento e della densità di impianto scelta. Nelle coltivazioni specializzate i giuggioli vengono coltivati a vaso o a fusetto, mentre in Italia la forma di allevamento più comune è l’alberello. In genere le distanze tra le piante  dovrebbero essere dai 3 ai 5 metri.

Per la piantumazione bisogna fare una buca profonda almeno 60/70 cm e larga almeno 80/100 cm avendo cura di eliminare i sassi e le radici delle altre piante. Infondo alla buca è consigliabile aggiungere un po di terriccio (circa  1/3 terra franca e 2/3 di terriccio professionale).

Prima di sistemare la tua nuova pianta nella sua nuova dimora si consiglia di immergere qualche minuto  le radici  in un secchio d’acqua misto terra in modo da idratarle. Si consiglia di  allentare un po’ le radici in modo che possano svilupparsi più facilmente.

Il giuggiolo va’ piantato con il colletto al livello del suolo (il colletto corrisponde alla zona del tronco che emerge al di sopra della zolla di terra). Una volta posizionata la pianta bisogna comprimere la terra al piede dell’arbusto formando una conca e poi innaffiare il terreno abbondantemente (10/15 litri d’acqua).  Così ci si assicura una buona coesione tra le radici dell’arbusto e la terra.

 

Potatura & forme di allevamento

Il Giuggiolo si deve potare due volte l’anno in estate e in inverno.
La potatura estiva ha l’obiettivo di prolungare la fioritura, dare armonia  alla chioma e favorire l’arieggiamento e l’ingresso dei raggi solari;  Si eliminano anche i rami secchi e quelli non produttivi. Si accorciano quelli troppo lunghi ( circa 5 metri dal suolo per facilitare la raccolta).

Con la potatura invernale, si effettua a metà autunno, dopo la raccolta delle giuggiole; questa operazione, soprattutto nelle regioni più fredde si fa dopo la prima gelata. Si consiglia di accorciare i rametti di circa la metà della loro lunghezza portando a pochi cm dal suolo quelli danneggiati e vecchi. Prima di potare il giuggiolo è importante irrigarlo abbondantemente per evitare gli stress idrici inferti dai tagli.

Il giuggiolo si presta comunque anche alla forma di allevamento ad arbusto; in questo caso non esiste un fusto centrale e l’intera pianta viene allevata con una dimensione molto più ridotta. In questo caso bisogna stare attenti a non fare incrementare eccessivamente la vegetazione interna dell’arbusto e di eliminare annualmente tutte i rami danneggiati, arieggiando l’interno e tagliando quelli eccessivamente lunghi.
Un ultimo cenno per la raccolta delle giuggiole che va effettuata quando la buccia diventa color mattone carico, in quanto in questo stadio i frutti saranno meno aspri e più dolci.

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